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I Riti della Settimana Santa di Corleone rappresentano un grande richiamo non solo per i turisti provenienti dalle città limitrofe e dal resto d'Italia, ma anche di alcuni professionisti o amatori che raccontano li Nostri Riti in modo diverso anno dopo anno.  In questa rubrica "VISTI DA FUORI" daremo spazio a tutti coloro che raccontano il Nostro Venerdì Santo.


LA SETTIMANA SANTA IN SICILIA

Tutta la ritualità di quei giorni richiama la Settimana Santa che viene celebrata in Spagna. Infatti, per la grande affinità della Settimana Santa siciliana con la "Semana Santa Sevillana", la Sicilia può a pieno titolo essere definita l'Andalucia d'Italia.

La mia Settimana Santa , di Franco Stanzione

Un intreccio tra festa e teatro esiste, com'è noto, sempre e dovunque, ma è soprattutto in Sicilia, durante la Settimana Santa, che esso si rivela con la più straripante ed invasiva evidenza.

Ogni città della Sicilia partecipa alle festività pasquali con dei riti che le sono propri, derivanti cioè da usi e costumi locali, da antichissime abitudini e da radicate tradizioni delle quali non sempre si trovano l’aspetto originario e le motivazioni. Si trovano, in ogni luogo, infinite sfumature, celebrazioni del tutto particolari, scenografie emozionanti ed incredibili quanto fantastici costumi che riprendono quelli di antichissime confraternite; si fanno pellegrinaggi e cortei di uomini o di animali, bardati per la festa, sfilano per le strade delle città; i suoni della Pasqua sono quelli di campane mute per il lutto, o quelli di scampanii che pare non debbano mai avere fine.

Il ciclo commemorativo della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo è reso visibile attraverso precise forme di teatralizzazione e drammatizzazione da cui emerge, dominante, il contenuto umano e terrestre dell’evento: la Sicilia diviene un grande palcoscenico commovente e partecipato di scenografie del dolore e della gioia.

In una commistione di dati folklorici ed elementi liturgici ufficiali, la Settimana Santa è quel periodo in cui viene portato in scena un copione nel quale i protagonisti sono il Bene che sconfigge il Male, l’Angelo che sconfigge il Diavolo, la Vita che sconfigge la Morte.

Ma quello che maggiormente colpisce, in qualsiasi città o piccolo paese della Sicilia, durante i riti della Settimana Santa, è la partecipazione di tutto il popolo che vive le varie processioni o sacre rappresentazioni, partecipando come se la tragedia del Cristo fosse un fatto di famiglia e come se al posto di Gesù ci fosse il figlio di ciascuno.

Nel corso della settimana si svolgono sia le processioni, dove la liturgia popolare raggiunge il suo culmine recuperando anche preziosi tratti figurativi connessi a una cerimonialità agraria, sia le Sacre Rappresentazioni.

Queste ultime presentano, con una serie di parti recitate, una sorta di rievocazione storica del Sacro Evento. Vengono rappresentati, di volta in volta e da caso a caso: l’Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, il Trasferimento simbolico all’Orto del Getsemani, il tradimento di Giuda con la cattura di Gesù e il trasferimento al Sinedrio, il processo, il Calvario, l’agonia e la morte di Gesù, la Deposizione, la Sepoltura.

 

 

LA SETTIMANA SANTA A CORLEONE (PA)

http://lamiasettimanasanta4g13.blogspot.com/

Molto spesso il nome Corleone riecheggia nelle nostre menti più per storie di cronaca nera che per altro. In realtà, girando per i vicoli di questo paese, ci si accorge di come Corleone sia un posto ricco di storia, di cultura e di tradizioni popolari.
Corleone è situata in provincia di Palermo in una zona interna di montagna, stretta tra due rocche, quella "soprana" con i resti di una torre saracena e quella "sottana" dove si erge l'eremo dei frati minori rinnovati. Già nel seicento si era consolidata come uno dei centri più ricchi dell'entroterra palermitano tanto da essere considerata città nobile.
Detta anche la città dalle cento chiese possiede un notevole patrimonio storico-artistico oltre che una processione del Venerdì Santo tra le più antiche della Sicilia con oltre cinquecento anni di vita. Questa processione di divide in due fasi. Processione "Salita al Calvario" e Crocifissione Il Cristo, adagiato su un lenzuolo bianco, è condotto dai sacerdoti per le vie del paese seguito in processione dai numerosi membri delle Confraternite. Una "Grande Croce" nera guida il corteo che sale al Calvario dove il Cristo è issato e inchiodato.
Deposizione dalla Croce e processione del Cristo Morto
La sera la statua, sempre adagiata in un lenzuolo bianco, è portata a valle dai componenti delle Confraternite che si alternano durante tutto il percorso. Il Cristo è seguito a breve distanza dal simulacro dell'Addolorata.Il calore delle fiaccole accese accompagna tutta la processione creando una vivida e palpitante atmosfera di raccoglimento. 

 

La manifestazione è realizzata in collaborazione con il  Comitato "Venerdì Santo a Corleone", formato dai rappresentanti delle quattro Confraternite che vi partecipano: la Confraternita di Maria SS. del Carmelo, la Confraternita dei Santi Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, la Confraternita dei Santi Elena e Costantino e la Confraternita dei Bianchi dell’Ospedale.
La 
Domenica di Pasqua il rito della Incoronazione dellla Addolorata e la seguente benedizione dei fiori suggelleranno la gioia per la Resurrezione e concluderanno i riti della Settimana Santa.



La Settimana Santa di Corleone - il video di OndaTv

La processione del Venerdì Santo a Corleone (Palermo) è caratterizzata dalla presenza di tutte le confraternite che affluiscono presso la chiesa madre dove si celebra l’adorazione della Croce. Un tamburo listato a lutto e la croce dei Bianchi dell’ospedale aprono poi il lungo corteo. Vedi le immagini realizzate dall'emittente televisiva OndaTv e seguici su www.bellasicilia.it



MARIA ADDOLORATA DIU VI SALVI O REGINA1. Diu vi salvi, o Regina, E Matri AddulurataVi sia raccumannata – Chist’arma mia.Na grazia vurria, Chi chistu cori ingratudi vostra ac ...

Notaio Filippo Ferrara, Venerdì Santo 10 aprile 2009

Christus factus est pro nobis oboediens usque ad mortem, mortem autem crucis”:

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte. E alla morte di croce”.

Con la sua morte, Cristo non ha soltanto denunciato e vinto il peccato; ha anche dato un senso nuovo alla sofferenza, anche a quella che non dipende dal peccato di nessuno, come, appunto, il dolore di tante vittime del terremoto che ha sconvolto la vicina regione dell’Abruzzo. Ne ha fatto una via alla risurrezione e alla vita. Il senso nuovo dato da Cristo alla sofferenza non si manifesta tanto nella sua morte, quanto nel superamento della morte, cioè nella risurrezione”.

 

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